Storia e formazione
Gertrude Käsebier (nata Gertrude Stanton) nacque il 18 maggio 1852 a Fort Des Moines. Suo padre, John W. Stanton, si trasferì nell’ovest in Colorado durante la corsa all’oro, aprendo una segheria a Golden — un nuovo centro economico così chiamato per le miniere di metallo prezioso. Insieme a lui, circa 100.000 cercatori d’oro si sparsero tra il Nebraska, il Kansas e il Colorado. L’attività del padre fu prospera, beneficiando del boom edilizio americano; Stanton fu inoltre eletto primo sindaco di Golden, che all’epoca era la capitale del territorio.
Gertrude, insieme alla madre e al fratello minore, seguì i successi del padre trasferendosi in Colorado. Non si hanno molte notizie sulla sua infanzia, ma sappiamo che dopo la morte del padre la famiglia si trasferì a Brooklyn. Successivamente, Gertrude frequentò il seminario femminile a Bethlehem, in Pennsylvania.
Nel 1874, all’età di 22 anni, sposò Eduard Käsebier, un uomo d’affari di Brooklyn originario di Wiesbaden, in Germania, dal quale ebbe tre figli. Il matrimonio, tuttavia, fu un fallimento: i due vissero separati quasi da subito, e questa situazione influenzò profondamente la carriera artistica della Käsebier. Una delle sue fotografie più celebri, “Yoked and Muzzled – Wedding” , mostra due buoi legati da un unico collare, a simboleggiare il vincolo forzato di una vita insieme. Nonostante le difficoltà coniugali, il marito continuò a sovvenzionare i suoi studi e la sua carriera.

Gertrude studiò arte sotto la guida di Arthur Wesley Dow, un educatore e artista molto influente che la sostenne promuovendo il suo lavoro presso altri fotografi e patrocinatori. Per approfondire le sue conoscenze, viaggiò in Europa nel 1894: soggiornò alcuni mesi in Germania per studiare chimica della fotografia e successivamente in Francia, dove studiò pittura con l’artista americano Frank Vincent DuMond.
Al suo rientro a Brooklyn dopo circa un anno, iniziò la carriera di fotografa professionista. Inizialmente utilizzò la propria casa come studio, finché il successo economico non le permise di aprire una bottega sulla Fifth Avenue a Manhattan. Arredò lo studio in stile “Arts and Crafts” (movimento di riforma delle arti applicate nato in Gran Bretagna come reazione all’industrializzazione) e scelse di pubblicizzarlo al minimo per preservarne l’aura artistica ed evitare derive eccessivamente commerciali.
Käsebier ottenne un successo immediato. Oltre a lavorare come ritrattista, insegnò fotografia e curò diverse mostre. Rimasta vedova nel 1910, continuò a gestire il suo studio con l’aiuto di una delle figlie fino al 1927. Morì nel 1934 all’età di 82 anni, lasciando un’eredità che cambiò per sempre il ruolo della donna nel mondo della fotografia.
Donne pioniere nel Nuovo Continente
Nel Nuovo Continente la fotografia si sviluppò così rapidamente da lasciare poco spazio ai pregiudizi sessisti. Sebbene le donne non avessero ancora il diritto di voto (arriverà solo nel 1920 con il 19° Emendamento), le più dotate trovarono nella fotografia professionale un ambiente di lavoro paritario.
Negli anni ’80 dell’Ottocento, molte donne (tra cui la stessa Käsebier e Alice Boughton) studiarono presso il Pratt Institute of Art and Design di New York.
Mentre Boughton si specializzò in ritratti teatrali, nudi artistici e foto di bambini, altre figure emergevano:
- Anne Brigman, autodidatta e membro del Foto-secessionismo.
- Eva Watson-Schütze, che aprì uno studio a Filadelfia sostenendo l’avvento di una “nuova era delle donne” in questo campo.
Gertrude Käsebier, anch’ella fondatrice del Foto-secessionismo di Stieglitz, si distinse per il suo spirito indipendente. Rifiutava le pompose convenzioni della fotografia da studio, preferendo uno stile naturale, privo di sfondi artificiali o appoggi per i modelli, per garantire la massima spontaneità. Fu una grande motivatrice per il movimento femminile, esortando le donne con inclinazioni artistiche a intraprendere la carriera fotografica, definendola un campo “non ancora lavorato” e particolarmente adatto a loro.

Gertrude Käsebier e il Foto-Secessionismo
Nonostante l’impegno nel crescere tre figli, Käsebier portò avanti lunghi studi e sperimentazioni. Lavorò presso lo studio del ritrattista Samuel H. Lifshey per apprendere la gestione tecnica e professionale di un’attività. Nel 1896 era già una fotografa completa e l’anno successivo espose ben 150 immagini al Boston Camera Club.
Nel 1899, Alfred Stieglitz pubblicò cinque sue opere su Camera Notes, definendola la più importante ritrattista del tempo. La sua fotografia “The Manger” fu venduta per la cifra record di 100 dollari. Nel 1902, Stieglitz la incluse come membro fondatore del Foto-secessionismo e pubblicò sei sue foto nel primo numero di Camera Work.
Tuttavia, il rapporto con Stieglitz s’incrinò a causa delle necessità economiche della Käsebier, che doveva mantenere la famiglia e accettare lavori commerciali. Questo era in contrasto con l’ideologia “pura” di Stieglitz. Fu così la prima a lasciare il gruppo per unirsi ai Professional Photographers of New York. Nel 1916 fondò, insieme a Clarence H. White, il gruppo rivale “Pictorial Photographers of America”. Per molte aspiranti artiste, come Imogen Cunningham, Gertrude divenne il modello supremo di indipendenza e genio.

Analisi dello stile e produzione
La rivoluzione della Käsebier consistette nel dare valore artistico a temi come la maternità e la vita domestica. Le sue immagini di madri e bambini offrono una documentazione profonda della realtà femminile dell’epoca, carica di sensibilità ed emozione.
- Stile Pittorico: Le sue opere rappresentano l’apice del Pittorialismo, con una gestione straordinaria della luce, una composizione curata e un eccellente dominio della messa a fuoco.
- L’atmosfera: L’illuminazione degli ambienti è spesso descritta come “surreale”, una luce soffusa che crea atmosfere sospese e romantiche, dove i soggetti non sono modelli ma persone autentiche in atteggiamenti quotidiani.
- Esterni: Realizzò anche produzioni in esterni (come in Normandia), fondendo in modo armonioso la figura umana con il paesaggio.
I Sioux
Un capitolo straordinario della sua carriera riguarda i ritratti dei Sioux. Dopo aver ottenuto il permesso da Buffalo Bill (in tournée a New York con il suo Wild West show), Käsebier ritrasse i membri della tribù nel suo studio. A differenza del lavoro documentaristico di Edward Sheriff Curtis, Käsebier si concentrò sull’individualità e sull’anima dei soggetti, mostrandoli come uomini rilassati e spontanei, privi di artifici o decorazioni eccessive.
Oltre ai nativi americani, fotografò grandi personalità del suo tempo, tra cui Auguste Rodin, Robert Henri, Evelyn Nesbit e lo stesso Alfred Stieglitz. Oggi le sue opere sono conservate e celebrate nei più importanti musei del mondo, come il MoMA di New York.

n conclusione, Gertrude Käsebier non è stata solo una delle prime donne a raggiungere il successo nel panorama della fotografia mondiale, ma una vera e propria rivoluzionaria della disciplina. Attraverso il suo stile all’apice del pittorico e un dominio straordinario della luce, è riuscita a trasformare il ritratto quotidiano e la documentazione della maternità in opere d’arte cariche di una poeticità senza tempo.
La sua eredità risiede nella capacità di aver sfidato le convenzioni del suo tempo, sia professionalmente, diventando un modello di indipendenza per generazioni di fotografe, sia artisticamente, privilegiando la spontaneità dell’anima rispetto alla rigidità degli schemi accademici. Dai ritratti carichi di dignità dei capi Sioux alle scene domestiche “sospese”, il lavoro della Käsebier continua a vivere nelle sale dei musei più prestigiosi, come il MoMA, a testimonianza di una carriera che ha cambiato per sempre il ruolo e la percezione della donna dietro l’obiettivo.
“La chiave della fotografia artistica è elaborare i propri pensieri.” Gertrude Käsebier